TRAPIANTI LOW-COST ALL’ESTERO E I DANNI CAUSATI DALLE CLINICHE ILLEGALI

TRAPIANTI LOW-COST ALL’ESTERO E I DANNI CAUSATI DALLE CLINICHE ILLEGALI

Il numero dei pazienti affetti da alopecia e calvizie che si affida a cliniche low-cost è in costante aumento: Ungheria, Turchia e Thailandia sono le mete più gettonate per sottoporsi a interventi di trapianto a prezzi stracciati eseguiti in cliniche illegali da soggetti non qualificati, talvolta si tratta di autisti di taxi o rifugiati.

La campagna di sensibilizzazione del’ISHRS

Questa pericolosa moda sempre più diffusa ha indotto l’International Society of Hair Restoration Surgery (ISHRS), autorità medica mondiale per il trattamento della calvizie, a diffondere immagini forti in cui è possibile vedere necrosi, cicatrici irreversibili e gravi infezioni per una campagna di sensibilizzazione sui rischi sui quali chi si affida a queste cliniche low-cost non è assolutamente informato.

L’associazione ha inoltre pubblicato sul proprio sito ufficiale un elenco di raccomandazioni dirette a chi decide di affidarsi a cliniche estere per l’esecuzione di un autotrapianto, soprattutto a quei pazienti che invogliati dai prezzi molto bassi tralasciano ogni genere di garanzia.
In queste cliniche illegali, infatti, un intervento di autotrapianto può costare anche 2000 euro, compreso viaggio e soggiorno, meno di un terzo del prezzo della sola operazione eseguita in Italia.

Le dichiarazioni del Dott. Vincenzo Gambino

Vincenzo Gambino, responsabile della chirurgia della calvizie presso l’unità di dermatologia e cosmetologia dell’Ospedale San Raffaele di Milano e nel direttivo Sitri (Società Italiana di Tricologia), spiega che un intervento di autotrapianto deve essere eseguito correttamente esclusivamente da un medico qualificato e in totale sicurezza e igiene, mentre all’estero è spesso effettuato da chi non ha alcuna competenza in ambito medico, tanto da innestare 6000 bulbi quando ne sarebbero sufficienti 2000, causando necrosi e danneggiando permanentemente i bulbi dell’area donatrice.

Il Dott. Gambino si riferisce alla tecnica FUE, diventata sempre più popolare negli ultimi 10 anni, che consiste nel prelievo delle singole unità follicolari e riferisce che spesso non viene vista come una vera operazione chirurgica quando in realtà le incisioni devono essere eseguite da uno specialista in sala operatoria non essendo una semplice estrazione pilifera; solo un esperto sa controllare la profondità di inserimento della lama nella cute rispettando il sistema nervoso e vascolare assicurando che non si presentino danni a tessuti e follicoli.

Certe cliniche effettuano 5000/6000 estrazioni con altrettante incisioni che inducono a cicatrici, infezioni e in molti casi necrosi, effettuate spesso al di fuori dell’area sicura del prelievo (corona ippocratica).
Per una mano non esperta è facile danneggiare permanentemente i bulbi dell’area donatrice, precludendo così la possibilità di un eventuale secondo intervento.

L’autotrapianto nei soggetti giovani

Appena rientrato dal 5° workshop latinoamericano di Buenos Aires sulla tecnica FUE, Gambino aggiunge che è necessario considerare la zona familiare della calvizie e sconsiglia a soggetti molto giovani di sottoporsi ad autotrapianto perché potrebbe portare a un’accelerazione della perdita dei capelli. Tanti ventenni chiedono una linea frontale adatta alla loro età ma con il passare del tempo le esigenze cambiano e sarà impossibile rimediare in quanto non ci sarà più una zona donatrice o la calvizie sarà diventata troppo estesa.

Inoltre, quando il bulbo viene inserito ci sono delle regole e tempi ben precisi da rispettare, l’operazione va effettuata entro 2 o 3 ore dall’estrazione poichè con la tecnica FUE i capelli risultano molto più fragili a causa della scarsità di tessuto adiposo di protezione.

L’importanza della scelta della clinica

L’ISHRS afferma che è fondamentale che questo tipo di intervento venga eseguito da personale medico qualificato in strutture sanitarie adatte per evitare danni irreversibili come cicatrici perenni, gravi infezioni, direzioni dei capelli errate, scarsa crescita e calvizie estesa, e invita coloro che desiderano intraprendere turismo sanitario a informarsi su leggi e regolamenti relativi alle procedure chirurgiche del Paese straniero a cui si è diretti ed effettuare una ricerca sul sito dell’associazione per conoscere le credenziali e le competenze del medico responsabile dell’intervento.

 

Fonte: La Verità

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